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Vino rosso: come si produce e quali parole usare per descriverlo

Il vino rosso è una bevanda amata in tutto il mondo e che fa parte di centinaia di culture diverse. Dal color porpora al rubino, fino al granato e all’aranciato, questo vino è caratterizzato da un’ampia varietà di profumi - fiori, frutta, erbe, spezie - e da una elevata sensazione di corposità e tannicità. La temperatura perfetta per degustarlo è compresa tra i 14 e i 20 gradi, e gli abbinamenti migliori con il cibo sono senza dubbio le carni rosse, la cacciagione, i formaggi e in genere tutti i piatti basati su cotture lente e sughi strutturati. 
 
Grazie alle sue proprietà nutritive, il vino rosso ha scalato le classifiche come ingrediente per mantenersi in buona salute, ovviamente solo se bevuto con moderazione. Infatti, si tratta di una fonte sana di antiossidanti e il suo principio attivo, il resveratrolo (si trova nelle bucce degli acini), riduce il rischio di invecchiamento cellulare. Inoltre, è ricco di vitamine e minerali.

Come nasce questa bevanda tanto prelibata? Scopriamolo insieme.   

Come nasce il vino rosso? 

Il vino viene prodotto attraverso un processo chimico e fisico preciso che si chiama vinificazione e che consiste prima nella spremitura dei chicchi d’uva e poi nella fermentazione del succo che ne deriva, il quale diventa mosto. La fermentazione si innesca grazie a dei lieviti naturali presenti sulle bucce degli acini, che pian piano trasformano gli zuccheri presenti nella polpa fino a farli divenire alcol etilico e anidride carbonica.

A differenza del vino bianco, nella vinificazione in rosso il mosto viene lasciato a fermentare con tutti i residui derivanti dalla pigiatura, così da estrarre i polifenoli e le sostanze coloranti naturali presenti sulle bucce degli acini, che saranno in grado di donare al vino colore, strutture e aromi più o meno intensi. La temperatura a cui fermenta il vino rosso oscilla tra i 22 e i 28 gradi, e il processo ha una durata di circa una settimana per i vini più leggeri, mentre la fermentazione deve durare di più per quelli da destinare all'invecchiamento, di solito tra i 15 e i 20 giorni.

Prima dell’imbottigliamento finale, c’è la fase di svinatura, ovvero il momento in cui bisogna separare le vinacce dal vino. A questo punto, viene travasato in vasche di vario tipo (acciaio, cemento o botti di rovere) per proseguire con l’invecchiamento, che nel caso dei vini rossi dipende sempre dal tipo di proprietà organolettiche che si intendono raggiungere. Spesso, l’invecchiamento di un rosso può arrivare a 5 anni o anche di più! 


Come si descrive un vino rosso?

Vino vuol dire anche convivialità e allegria perché gustarlo fa sempre piacere, in particolare quando si è in ottima compagnia! Ma… siamo sicuri di sapere come si descrive un vino? E quali sono le sue caratteristiche? Spesso ci ritroviamo a degustare un ottimo calice senza capire fino in fondo cosa stiamo bevendo o perché sull’etichetta c’è scritto “erbaceo”, “robusto” o “corposo”. 

Visto che oggi abbiamo fatto un piccolo viaggio alla scoperta del vino rosso, vediamo insieme il linguaggio più usato per descriverlo.

Grasso: si riferisce alla densità e si usa per indicare un vino che riempie la bocca, che ha la natura della carne grassa. Si dice anche di un vino ricco di sostanze estrattive, in particolare di glicerina.

Robusto: quando il tannino, sostanza che dà corpo a un vino, è presente in quantità giusta. È per un vino garanzia di longevità.

Maturo: quando il vino ha sviluppato al massimo il suo potenziale di espressione.  

Erbaceo: richiama il profumo dell'erba fresca, appena tagliata. È una sensazione che si ritrova, per esempio, in un Cabernet o un Merlot giovani.

Corposo: si dice di un vino ricco di alcol e estratto secco, dove sapore e colore sono strutturalmente in armonia tra loro.

Etereo: per tradurre un profumo che si ritrova nei vini rossi invecchiati. Appartiene al bouquet e ricorda il pungente degli eteri.

Vinoso: si usa per esprimere la forza, dovuta al tenore di alcol, da non confondere con il corpo di un vino. Indica anche l'odore della cantina e ricorda i profumi del mosto.

Alcolico: vino robusto, con alto tenore di alcol, che si percepisce in bocca con una sensazione di calore, oppure vino non equilibrato per l’eccesso di alcol.

Ampio: si dice di un vino corposo, ricco e denso, dai profumi complessi

Intenso: nel colore indica la tonalità, all’olfatto indica vigoria, al gusto indica persistenza.


Non perdere il prossimo appuntamento del nostro magazine sul vino rosso: parleremo ancora di questa bevanda prelibata, dei migliori vini prodotti nel territorio del Lago di Garda e degli abbinamenti perfetti con il cibo.
 
 
 
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