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Un'esperienza dannunziana sul Lago di Garda

Gabriele D’Annunzio, scrittore, drammaturgo, poeta italiano e simbolo del Decadentismo, trascorse sul Lago di Garda, tra le mura della sua Casa – Museo, gli ultimi 17 anni di vita.
L’amore di questo poeta per il paesaggio del Lago lo si ritrova nei brevi versi che lo stesso scrisse il 4 settembre del 1917 durante un volo sul Garda: "Tutto è azzurro, come
un’ebbrezza improvvisa, come un capo che si rovescia per ricevere un bacio profondo. Il lago è di una bellezza indicibile"
Qui ebbe l’opportunità di costruirsi la sua dimora, il “Vittoriale”, a spese del regime, in cambio però di dover
donare allo Stato tutto il Vittoriale dopo la propria morte. Da qui il nome ” Vittoriale degli Italiani“, proprio a ricordare quanto questa dimora fosse in realtà di tutti gli italiani e da qui la massima che si trova alle soglie della stessa: “Io ho quel che ho donato”.

Per chi visita le zone del Lago di Garda, diventa obbligatoria una tappa a Gardone Riviera poiché il Vittoriale è un vero e proprio museo in cui sono contenute reliquie, ricordi, cimeli e tracce del vivere inimitabile del grande poeta, il quale vi trascorse gli ultimi anni della propria esistenza scrivendo, meditando e interrogandosi sulla propria vita e sulla discesa inesorabile del tempo.
 
 
 
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